~.emMO.~

qualcosa di mio, per ricordarmelo, per raccontartelo

…sogno di un mattino di qualche anno fa…

[…] sognai con un certo doloroso realismo di rimanere paralizzato.
Dalla vita in giù.
Il dolore risiedeva più che altro nella consapevolezza della paralisi.
Nel sogno…

…mi svegliai inizialmente in un letto d’ospedale, non so come nè perchè ci fossi arrivato.
Naturalmente svegliandomi ebbi l’istinto di muovermi se non proprio di alzarmi, ma fui fermato da un medico che mi disse:

«Ci dispiace ma lei ha subito una lesione spinale che la renderà paralizzato.
Attualmente lei può ancora muovere le gambe ma la lesione è degenerativa pertanto, forse oggi, forse tra una settimana, lei non potrà più camminare.»

Visto che il destino mi riservava, con una certa ironia, una personale tragedia imminente ed inevitabile,  mi venno in mente che dovevo affrontarla a testa alta e che non c’era tempo da perdere.
Decisi di fare l’ultima camminata.
Da gustare fino all’ultimo passo, il passo che mi avrebbe condotto all’ultima meta che avrei raggiunto con le mie gambe. Consapevole che ogni passo, ogni movimento, avrebbe acutizzato la lesione.
Mi alzai dunque, e cominciai a camminare in un luogo soleggiato e fresco, come una mattina di primavera inoltrata.
C’era un po’ di vento, sentivo la ghiaia del viale crepolare sotto i piei piedi, il profumo di un prato ben curato e tagliato di fresco.
Inspirai a lungo l’aria, credendo di percepirne un profumo che sapeva di libertà. Una libertà resa più tangibile dalla sua certa fine.
Arrivai infine in un cortile, fra palazzi di vetro che riflettevano la luce del sole coi colori del tramonto.
E mi si fece incontro un bambino.
Mi chinai. Gli cinsi la vita. Lo sollevai abbracciandolo con gioia.
Ed in quel momento le mie gambe cedettero per sempre.

Comment

*