Lui (cioè me) – Sai che a M. hanno regalato l’iPhone? E, te pensa, fa cose bellissime tipo i suoni della Spada Laser grazie agli accelerometri interni oppure lo Zippo per far finta di avercelo ai concerti!
Lei – Ah maddai! Senti maa, cosa sarebbe questo aifòn?
Lui - … … … senti cara, mi ricordi un attimo com’è finita che ti ho sposato?
dalla cucina:
- hai un cacciavite a portata di mano?
dallo studio:
- cara, sto leggendo le mail perchè dovrei avere un cacciavite a portata di mano? e poi che te ne fai?
- lascia fare, ce l’hai o no?
- … …. si… te lo porto…
a 34 anni comprare una moto, usata ma tenuta bene
il primo giorno di foglio rosa percorrere 20 km, accorgersi che il tachimetro si è rotto appena dopo aver passato una pattuglia di polizia dotata di autovelox e non sapere a che velocità si stava andando…
…poi uno dice la sfiga.
Oggi ho imparato una nuova parola: distopia.
Come ogni volta che incontro un nuovo termine, cerco di renderlo membro permanente del mio personale vocabolario usandolo più volte in contesti diversi.
Così ecco, spontaneamente, la mia mente ha associato la parola distopia all’italia, a quello che è oggi, a quello che promette di diventare in un prossimo funesto futuro… Spero di essere abbastanza stupido da sbagliarmi.
Chissà cosa ne sarà di tutti i terremotati abruzzesi che non avranno accesso alle ville tanto invidiate dal premier.
Per star tranquilli io intanto penserei ad una soluzione tipo questa qua sotto, che non si sa mai eh…
via Gizmodo
Per la serie non ci sono mezze stagioni oggi, dopo un’estate più secca del culo di un cammello (come cantava Mingardi), a partire dalla mezzanotte sono state registrate le prime nevicate.
Gli strumenti della ditta per la quale lavoro hanno registrato circa 20 cm di neve in vari siti sopra i 2.000 metri.
Stasera preparo lo slittino
Per la prima volta ho visto tirare riso pescato da una carriola con paletta e secchiello da mare… mi è subito venuta in mente la madre di Caruso Pascoski.
Tanti auguri ad Alessandro e Beatrice!!!
Io mi piscio sotto ogni volta che leggo una delle autobiografie (auto nel senso di automatica) di Alvise Spano’ su Polygen:
[...]Con passione si iscrive ad un corso di scienze dell’educazione per tutta la vita e poi solo dopo la perdita dell’arto superiore a lui caro nell’autunno del 1975 decide di entrare nel mondo dell’avventura e della sodomia[...]