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Archivio per la categoria ‘Pensieri discromatici’

…piace alla gente che gli piace…

30 luglio 2010 Emmo Nessun commento

ogni tanto a facebook piace ribadire l'ovvioAh ma così è facile eh! Ora che ci penso potrei creare una pagina dal titolo “ribadire l’ovvio”
Così prima o poi facebook  mi avvertirà che “A Tizio piace ribadire l’ovvio”
Naturalmente la riga sopra a questa è in se stessa una ovvietà ribadita in quanto un qualunque primate con una percentuale di DNA più simile al Bonobo che alla Banana (non ridete, anche voi avete la metà del DNA in comune con il tenero frutto giallo, lo ha detto ieri sera Piero Angela) ci sarebbe arrivato senza ulteriori precisazioni.
Ora potrei anche continuare all’infinito precisando che ogni successiva precisazione è inutile in quanto l’affermazione immediatamente precedente era autoesplicativa.

Ovvio no?

O no?

Neoplasie BKAC?

29 luglio 2010 Emmo Nessun commento

Sentita oggi in ufficio durante una presentazione in cui si parlava di TCP/IP e altre amenità:

Ethernet? Cos’è? Il materiale?

8-O

…rifiuti alle stelle…

9 giugno 2010 Emmo 1 commento

Io ho sempre avuto problemi a capire quel che dicono le persone. Non perchè ci senta poco, credo piuttosto di avere l’udito fino, tant’è che per me alcuni pasti sono una tortura cinese indottami dagli squasci mandibolari degli altri commensali.
Forse dipende da un problema cerebrale, una specie di malattia che mi impedisce di tradurre i suoni dandovi lo stesso senso che intendeva chi originariamente li ha emessi.
E non ridete, è un problema serio! Devo sempre parlare in presenza di testimoni che giudichino se sono io che non ho capito un ciufolo o se è l’altro che parla come se avesse preso lezioni di dizione dal bolo di mela che vive in bocca alla Monica Bellucci. Inutile aggiungere che le discussioni fra me e mia moglie seguono regolarmente il copione di “Non guardarmi non ti sento”.
Insomma, succede che dopo aver ascoltato decine di volte “Go Back to the Start” di Lily Allen mi sono reso conto che lei canta il titolo della canzone nel ritornello e non “Garbage to the Stars” come ho sempre pensato.
Mi pareva avesse comunque senso, si ok ricominciare da capo va bene, ma non siamo forse una palla di rifiuti post Big Bang appallottolata dal mitico Stercorario Cosmico e lasciata al suo destino di sollazzo per le stelle? Prima la canzone mi piaceva di più, sarà colpa della mia deformazione…

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…eh, Guccini lo diceva pure…

17 maggio 2010 Emmo Nessun commento

Da oggi è ufficiale, non ce ne si può più lavare le mani, non possiamo aspettare una cinquantina d’anni per pubblicare la cattiva novella e speriamo che non sia l’ennesima prova che i Maya avevano ragione

Perchè da oggi, cari discepoli, Dio è morto. :-(

A proposito, ma ci si può ragionevolmente chiedere se ora che Dio è morto ci sarà posto per lui in paradiso?

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…rututumbatumtumtum!…

6 maggio 2010 Emmo Nessun commento

perchè uno dovrebbe avere da sempre il desiderio di essere un batterista rock, magari nudo nel caso, ma essere nato totalmente privo di alcun senso del ritmo?
essere destinato a silenziosi smaneggi seguendo l’esplosione sonica in cuffia, suscitando l’ilarità sciocchina degli astanti, anzichè assurgere a dio totale della grancassa

mamma mia che schifo certi giorni la vita eh…

…poligamia…

27 febbraio 2010 Emmo Nessun commento

oggi ho caricato la Moglie sulla Bandit
non hanno litigato, e io che mi ero figurato chissà quali scenate di gelosia
bene, la prima pietra dell’harem è stata posta

…SU! che la vita è bella anche se fa male…

5 febbraio 2010 Emmo Nessun commento

Ogni tanto è il caso di fermarsi a pensare.
Ogni tanto è il caso a fermarti e a farti pensare.
Capita poi che pensare possa essere sinonimo di riflettere.
Succede infine di riflettersi in uno specchio di cristallo liquido in formato sedicinoni.

Tutto sommato, non è strano avere 35 anni una moglie e nessun figlio. 35 anni alle spalle e qualche altro davanti, alcuni probabili, altri meno. 35 anni di progetti abbozzati sulle nuvole e sogni di avventure che…
Perchè i sogni, ricordati a occhi aperti, sono sempre anacoluti.

Siamo abituati a vedere la vita andare avanti; perchè la vita, maledetta, avanti ci va davvero. Inesorabile trascina nel tempo ogni cosa, forzandoci a una visione ternaria e bidimensionale di prima e dopo separati da un effimero adesso.
Per fortuna o per grazia, esiste l’astrazione che ci può sollevare dal piano dell’esistenza; verso un punto di vista elevato dal quale si può riconsiderare il tutto.
Da lassù l’arazzo è bello perchè il filo della tua vita è intrecciato a mille altri.

Ieri sera ho visto UP! della Pixar. Che bello.
Per i primi 10 minuti è consigliabile tenere a portata di mano una scatola di fazzoletti.

…niente fiori per i figli dei fiori nella città dei fiori…

3 febbraio 2010 Emmo Nessun commento

Fatemi capire bene.
Morgan non può andare a San Remo a cantare e sublimare nell’arte il suo mal di vivere perchè fuma crack.
In compenso qualunque scimmia pippata di coca se ne può stare tranquillamente a far finta di governare il paese degli ipocriti bigotti.
In effetti tutto questo ora ha più senso.
Un senso lisergico senza dubbio.

Chissà se Lucy in the Sky with Diamonds l’avrebbero fatta cantare…

…c’era una volta il Comedor, poi sparì con Natale…

28 dicembre 2009 Emmo Nessun commento

Nella città delle osterie arrivarono gli inglesi coi loro pub, ottenendo che nè pub nè osterie fossero più ciò che erano un tempo. Quando si dice l’integrazione.
In questa piccola città da almeno quindic’anni, ma c’è chi giura almeno venti, la notte di Natale era una gran festa. C’era la messa di mezzanotte, per molti ma non per tutti, che portava un sacco di gente, amici che magari non si incontravano altrimenti, a voler brindare tutti insieme fino a mattina presto.
E’ sempre tardi dopo che han suonato le campane, almeno l’una se il prete è stato clemente dal pulpito. Poi baci, abbracci e auguri che lascian quell’arsura lenibile soltanto dal buon orzo fermentato.
Dunque tutti a cincinnare boccaloni! E guai a lesinare i dollaroni! La Notte è festa e va celebrata.
Fino a quel giorno lì, quello in cui vedi alcuni banchi vuoti, che senti quello vestito di bianco che parla senza dir nulla. Quel giorno maledetto in cui la macchina si ferma davanti alla serranda abbassata, luci spente, pioggia e silenzio.
Dice che Franco e Katy sono in sudamerica, che hanno ereditato e venduto. Dice che qualcuno ha comprato il locale, che gente nuova è arrivata ma vestita troppo bene. Dice che boh…
La pioggia battente non spaventa, c’è ancora voglia di festa, ma poi chiama quello che il Malto&Luppolo è spento, che SucchiD’uvaDall’Italia è serrato, Re Artù non ha voglia di servire e insomma, ne restano un paio, giusto il VecchioPonte e il CapitaleDiCuba ma oramai di posto non ce n’è. Chi è dentro è dentro stipato e si lamenta, chi è fuori è fuori bagnato e si lamenta.

Ma è questo il modo di fare a modo!?
Parli parli di tradizioni, di italiani, di brava gente, di radici e grandi spiriti. Poi non sai cosa dire per colpire ancora il cuore, almeno una volta l’anno. Non sai cantare, non emozioni, ti attacchi a patacchi senza senso.
E parli parli ancora, di crisi, di poco lavoro, dell’economia che non tira. Poi lasci la gente a casa, delusa, col porcellino rotto stipato in tasca che finirà altrove che non nella tua brocca.
Regaz, poche pippe, il Comedor non c’è più e, per alcuni di noi, se n’è andato con la nostra gioventù. Gli altri non so, forse tra un po’ si accorgeranno che Bologna è cambiata.

…la tua esistenza mi ferisce…

22 dicembre 2009 Emmo Nessun commento

Oggi m’è capitato di sentire questa frase:

Mi ha chiamato l’asilo, dice che il bimbo ha inciampato e ha un livido perchè ha battuto la testa su una sbarra di legno! Stasera certamente mi lamenterò dicendo che quella barra è pericolosa e va’ subito rimossa!

Scandalo, orrore, raccapriccio!

Ora, io non sono padre e certamente non posso capire le ansie genitoriali, ma secondo la su descritta logica perversa quando uno sbatte contro una porta la farà rimuovere, se prende contro ad un parapetto lo farà rimuovere, se scivola da una scala la farà rimuovere… pfff troppo lavoro accidenti, capisco che così si aumenti il PIL, ma se invece giocassimo d’anticipo rimuovendoti direttamente il cervello dal cranio?
E credimi, dolce schiuma di brodo primordiale, sarebbe meglio così che vivere in una casa vuota, tonda, gommosa magari al 5° piano senza scale e senza finestre, guidare un’auto senza portiere che possano chiudersi sulle nostre fragili dita, e in buie città senza lampioni, perchè accidenti è proprio spiacevole sbatterci contro mentre si legge il giornale passeggiando.

Poi uno si chiede qual’è la base cui i partiti politici fanno riferimento…