~.emMO.~

qualcosa di mio, per ricordarmelo, per raccontartelo

Category Archives: Pensieri discromatici

…fattene una ragione, ogni tanto serve…

Non so nulla di nulla, non conosco quel pezzo, non ho visto quel film, non mi ricordo il suo nome e nessuna fra le idee che partorisco volge a dare un senso definitivo alla mia vita. Inoltre, ogniqualvolta sento una frase composta da tra parole, non posso fare a meno di pensare a che senso […]

…riflettendosi ad occhi chiusi…

Rifletto. Non posso evitarlo, non so fare altro, sono nato specchio. Ti ricordi di me? Hanno detto tante cose sul mio conto. Ti ricordi com’ero? Sono stato bello, sono stato brutto. Sono stato dolce, sono stato crudele. Provavo odio, provavo amore. Sono stato pieno di sogni, emozionato, in lacrime, crucciato, allegro, in mezzo a tanta […]

…di soffitti intonacati…

Voi non potete capire quanto sia esigente il mio soffitto. Mi è impossibile pensare di avere un animale domestico, quando devo riservare ad esso così tante attenzioni ed energie. Necessita di essere osservato, senza mai distogliere lo sguardo, per interi fine settimana! Come se non peggio di un cucciolo, appena ci si distrae e lo […]

Il Piano B.

La polizia accorse, chiamata dalla donna che avrebbe dovuto fare le pulizie. Era piuttosto chiaro perchè non le avesse fatte infine. L’uomo giaceva steso sul letto, i piedi scalzi verso la porta d’ingresso, la camicia aperta sul petto. La testa, rivolta a guardare la finestra aperta, poggiava su un cuscino un tempo candido, ora più […]

…coding myself…

set.object(emmo)=1 set.$lifeDays=random(integer) for $day=1 to $lifeDays call.function.WakeUp(emmo) call.function.Survive(emmo) call.function.Sleep(emmo) $day=$day+1 if $day=$lifeDays then set.object(emmo)=nothing delete.object(emmo) else next dump.memoryLog exit

Lo sparring partner

tap tap tap tap tap La palestra semivuota aveva un odore acre di muffa e muschio. Non buono ma in breve tempo entrava nel cervello, come il ricordo nostalgico di un vecchio amico. E ad alcuni capitava poi di sentirne la mancanza. tap tap tap tap tap In un angolo, il cane di Franco fissava […]

…il fatalismo di chi se lo può permettere…

Cedere al fatalismo è una costante tentazione. Accettare il destino, la leggerezza della resa a un disegno prefissato da qualcosa oltre la mia portata, oltre la mia comprensione, mi aiuterebbe a vivere meglio, con meno crucci, con meno rimorsi. Ma credo che esistano solo due categorie di persone che possano permettersi di definirsi fatalisti, due […]