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Archivio per la categoria ‘Pensieri discromatici’

…il fatalismo di chi se lo può permettere…

31 gennaio 2012 Nessun commento

Cedere al fatalismo è una costante tentazione.
Accettare il destino, la leggerezza della resa a un disegno prefissato da qualcosa oltre la mia portata, oltre la mia comprensione, mi aiuterebbe a vivere meglio, con meno crucci, con meno rimorsi.
Ma credo che esistano solo due categorie di persone che possano permettersi di definirsi fatalisti, due categorie di persone in realtà accomunate dalla stessa caratteristica, solo di segno opposto: coloro i quali hanno vissuto una molto lunga, improbabile per quanto matematicamente possibile, serie di eventi straordinariamente fortunati o straordinariamente sfortunati.
I primi possono ben gioire della loro facile fortuna e ringraziare il fato. Che esista o meno il fato non ha importanza.
I secondi si possono almeno consolare pensando a che, se il destino ciò gli ha riservato, essi non ne hanno colpa.
Per tutti gli altri, per quelli come me che vivono le quotidiane alterne vicende, il fatalismo è solo una scusa per i propri errori, è il non voler ammettere le proprie responsabilità di fronte alle sciagurate scelte operate durante la propria vita meschina e mediocre.
Il fatalismo è una tentazione, un comodo cuscino, un vellutato drappo per celare le mie brutture.
Per questo resisterò sempre al fatalismo: perchè ho fatto troppi errori, perchè ho troppe responsabilità e troppi rimorsi e l’unico modo che ho, per mantenere un poco di dignità e una flebile speranza per il futuro, è avere sempre ben presenti le mie colpe in ciò che mi sono costruito attorno.
Solo chi ha ricevuto tanto senza sforzo si può permettere di sbagliare senza timore di rovinarsi.
E chi non ha ricevuto nulla, nonostante sforzi e meriti, non ha nulla da perdere a sfidare ancora la sorte.
Io sono nella salmastra mediocrità umana, posso solo evitare di ripetere i miei errori.

…incosapevoli rivoluzioni eliocentriche…

27 gennaio 2012 Nessun commento

Non ho mai capito chi non vuole che orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali siano a totale discrezione degli stessi e non imposti per legge. Anche perchè le motivazioni di chi avversa tale liberalizzazione per la maggior parte si riassumono in: la domenica è il giorno del signore.
Certo, se pure lui s’è stancato, figurati se noi non ci possiamo riposare ma, a meno di un mio grosso svarione, mi pare di capire che le ore di lavoro settimanali siano un fisso definito dai contratti nazionali, di solito 40 ore a settimana, più gli straordinari ma mai oltre un certo limite e con riposi compensativi per certi giorni e/o fasce orarie  particolari.
Quindi, se mi tocca di lavorare sabato e domenica, giocoforza avrò liberi che so, il lunedi e il martedì?
Il problema dove sta allora?
Sempre secondo questa cosa, che mi sembra si chiami logica, se un esercizio commerciale o quel che l’è vuol stare aperto 7 giorni su 7, sarà costretto ad assumere più personale. E visto che pagare stipendi costa, credo, un negozio deciderà gli orari in modo da massimizzare gli introiti o sarà costretto a fallire. Se non fallirà magari avrà aumentato il numero di posti di lavoro e gli stipendi erogati in più andranno a beneficio del potere di spesa comune e tutti quei discorsi lì.
Non ti piace lavorare il sabato e la domenica? Però ti fa piacere trovare il pane fresco la mattina e le strade pulite e i cassonetti svuotati di notte e il pronto soccorso disponibile a qualunque ora e la macchina nuova in arrivo in tempi brevi grazie ai turnisti e le vacche munte ogni alba eccetera eccetera…
E allora, con tutto il rispetto per chi un lavoro fatica a trovarlo, se non ti piace l’orario di lavoro concordane uno diverso o cambia mestiere.
Piuttosto, a me sta sulle palle trovare le banche chiuse, le poste chiuse, gli uffici comunali chiusi e soprattutto, ah quanto odio, gli spedizionieri che consegnano sempre e solo in orari d’ufficio suonando a campanelli residenziali che non potranno che restar muti…
Il pianeta Terra gira, potrà non piacerti questa frenesia moderna ma per oggi va così, potrà non piacerti ma il pianeta non lo sa quand’è domenica, ogni sua rotazione è uguale all’altra.
E non so te ma io me li ricordo i negozi aperti la domenica mattina lungo la strada del paese che porta alla chiesa. Già allora ci si sbagliava?

…viaggia leggero…

8 gennaio 2012 Nessun commento

E’ questo il mio mantra per il 2012 e non solo. Anche se “non solo” dipende molto dai Maia, secondo alcuni giacobbi inutili.

Quindi: Viaggia Leggero!

Ovviamente non ho idea di cosa ciò significhi all’atto pratico e pertanto se qualcuno passa di qua e commentando mi vuol dare suggerimenti è ben accetto. Ma tanto lo so che di qua non passa mai nessuno, quindi vedrò di arrangiarmi.
Stavo pensando che potrebbe essere utile cominciare con un tatuaggio, magari scritto al contrario, si che possa essere un promemoria la mattina allo specchio. Bah… vedremo.

Buon anno eh…

…bambini presi per mano da bambini isterici…

2 agosto 2011 Nessun commento

Ogni volta la stessa storia che si ripete imperterrita, indifferente al progresso, testarda come un mulo coi paraocchi.

La gente si spegne, passa a miglior vita, manca ma non muore mai.
Difficilmente ti prende un cancro, molto più probabilmente ti coglierà un brutto male.
Un uomo, un folle, comunque un uomo, uccide e si ritirano videogiochi violenti dai negozi. Prosegui la lettura…

…fumose dissertazioni socio-sanitarie…

25 luglio 2011 Nessun commento

Ma Santa Polenta, delle due l’una: o siete tutti dementi e non ci arrivate proprio, o siete in malafede e fate finta di pensare al bene comune ma in realtà è tutto un modo sottile per far star tranquilla la GGente che così almeno pensa che insomma, qualcosa qualcuno, un minimo, sta pur facendo per salvarci tutti da noi stessi.
Eppure è così chiaro e lampante: mai nella storia dell’uomo si sono ottenuti risultati con campagne basate sul terrore!

Le seghe ti fanno diventare cieco!? E’ che i difetti di vista sono ogni giorno più numerosi caro Onan. Prosegui la lettura…

…come scendere in piazza per una qualificazione ai mondiali…

30 maggio 2011 Nessun commento

che poi tutta ‘sta gioia degli uni, o degli altri, che mi càpita sempre di leggere e sentire, quando gli uni, o gli altri, vincono una qualche elezione, beh io tutta ‘sta gioia mica l’ho mai capìta.
chè te quando l’italia si qualifica ai mondiali scendi forse in piazza coi bandieroni?
massì vabbè dai, magari t’è andata di sghetto e hai pure battuto i maledetti galletti francofoni e ok, un ombrello appeso al braccio te lo si fa passare volentieri, ma oh!?! te l’hai capito che vincere un’elezione non è mica nè più nè meno di una qualificazione?

guardate, voi che avete vinto, che la poltrona del cittì vale solo finchè si portano a casa i 3 punti. e tutti, gli stessi stronzi che il giorno prima v’hanno portato sugli scudi, vi prenderanno a calcinculo nonappena il giocatore sbagliato deciderà, senza gratitudine per la fiducia accordatagli in misura di milioni di euro, di fare la cosa sbagliata al momento sbagliato.

io, potendo, esulterei a fine legislatura; se e solo se la squadra se lo fosse meritato. e dopo, se pure si perdesse un’amichevole, o pur’anche gli europei, beh chissenefrega: per quattr’anni si è stati campioni in carica e la gente ha goduto e pure i poveracci hanno avuto qualcosa per sorridere un po’

ma oggi no, suvvia, non mi sembra proprio il caso di esultare; sorridere sì ok, ci mancherebbe altro, ma il risultato importante è ancora lontano. in tutto ciò bisogna pure considerare che anche qualora si sconfiggesse il grande Brasile i problemi della squadra non sarebbero risolti tout-court: abbiamo perso la difesa, il campionato è falsato e non è più bello come una volta, a vincere sono sempre i soliti noti, chissà perchè eh? sarà mica colpa dei troppi stranieri che militano nei club? …tsè, ti piacerebbe fosse facile eh?

e forse il problema sta tutto qua: ti piace vincere facile.
uno te l’ha promessa facile e via, per 15 anni gli hai dato carta bianca.
ora t’hanno promesso che col 5-5-5 tutti i problemi saranno risolti e tu ancora a sperare
speri nel mister, speri nel 13 la domenica, speri nel 6 un par de volte a settimana, speri che gratta gratta ci scappa la vacanza, speri che sangennà u’ miracolo o’ fà
speri speri speri ma alla fine del film, l’unica cosa che ti riesce bene, è prendere il mister per un coglione.

 

UPDATE: a questo link su Mamma un buon corollario al mio post

…science, it works!

18 maggio 2011 Nessun commento

Dopo averci meditato parecchio, penso di poter finalmente fare outing:

Sono monoteista

E questa mia profonda convinzione deriva da accurate osservazioni e misurazioni scientifiche.

Prove inconfutabili, raccolte in anni di tentativi, mi consentono di formulare la seguente affermazione: esiste 1 solo dio, con un delta d’errore di + o – 1.

…insidiosi meandri delle traduzioni automatiche…

4 marzo 2011 Nessun commento

se per esempio, chiudendo una chat, vuoi salutare la tua collega vietnamita con un cortese “arrivederci”
e se per esempio, per sembrare molto gentile, vuoi scriverlo in vietnamita piuttosto che nel solito inglese
potresti quindi chiedere a Google di tradurti un classico “see you soon”,
va a finire che spedisci un “nhìn thấy bạn sớm”

la inconsapevole e inattesa tragedia nasce dal fatto che “nhìn thấy bạn sớm” significa in realtà “ti saccheggerò presto”, in pratica una dichiarazione di guerra

Hẹn gặp lại!

…ascolta il tuo cuore…

10 dicembre 2010 Nessun commento

Ascolta il tuo cuore!
Senti come fa? Tu-Tumm Tu-Tumm Tu-Tumm…
Il tuo cuore parla in codice Morse!
Dice . _  . _  ._ (etc, volevo mettere i puntini ma poi sai il casino?)
Che significa AAAAAAAAAA…
Cosa vorrà dire? Mah….

Forse è un urlo di agonia. L’agonia di dover stare nel tuo petto a perpetrare la tua inutilità. Un’agonia che avrà termine il giorno che smetterà di battere.

…il paradosso logico della felicità di Achille…

4 novembre 2010 1 commento

Nella ricerca della felicità, ti dicono, non accontentarti mai, tendi sempre al meglio per te, non sentirti mai arrivato.
Godendo dunque di un traguardo dovrei immediatamente iniziare a preoccuparmi, perchè unico indicatore valido per sapere di essere sulla buona strada è il percepire una mancanza, provare il bisogno di qualcosa d’altro, di qualcosa in più.
Ne consegue, ovviamente, che l’unica via per raggiungere la felicità sia uno stato perenne di ansia, un senso di soffocamento per il limitato presente, intravedendo un futuro radioso costantemente sito all’orizzonte come una crudele Fata Morgana.
In ultima sintesi, per essere felici e realizzarsi pienamente è indispensabile vivere una vita di merda